«Lavoriamo per stabilizzare il superbonus del 110% per un triennio dopo il 2021. E dopo un monitoraggio della misura attueremo anche una rimodulazione dei paletti di accesso all’agevolazione, seppur ampliati durante il lavoro parlamentare, le cui ricadute dovranno essere verificate»: lo ha detto ieri, in serata, il ministro allo Sviluppo economico, Stefano Patuanelli, nel corso di un’audizione in commissione Attività produttive alla camera, avente ad oggetto l’utilizzo del Recovery fund.
Non solo. Patuanelli ha anche annunciato che il governo metterà mano agli incentivi 4.0 e, in particolar modo, al credito d’imposta. Come? «Attraverso un incremento delle aliquote e dei massimali, ampliando le tipologie dei beni materiali e immateriali che hanno accesso al bonus e rendendo la misura strutturale». In proposito, il ministro ha chiosato: «Stiamo parlando di investimenti, per cui è fondamentale che vi sia una certezza della durata della misura. L’imprenditore potrà così programmare gli investimenti sulla base del risultato della sua impresa».
Il capo del dicastero di via Veneto ha fatto anche un passaggio in relazione alle ristrette modalità di accesso al sisma bonus e alla possibile concessione di più tempo per l’effettuazione degli investimenti: «Una proroga dei tempi potrà dare un effetto positivo», ha detto, «perché ogni intervento (per cui si chiede l’incentivo) è legato a tempi di istruttoria molto lunghi, dovuti al rilascio dei Permessi a costruire». Infine, in merito agli incentivi per la produzione di energia sostenibile ha rivelato: «L’incentivazione massima dovrà andare alla produzione di idrogeno dal fotovoltaico».

